Entra in contatto con l’ambiente europeo delle scienze psicologiche, frequentando l’ospedale Burghölzli di Zurigo, dove lavora Jung. È il primo in Italia ad interessarsi alla psicanalisi e a cercare di diffonderla.

All’epoca la psicologia in Italia aveva un indirizzo naturalistico e sperimentale. Nata separandosi dalla filosofia e dalla religione, per diventare scienza positiva tralascia l’aspetto trascendente della psiche e studia i fatti (comportamentismo, l’uomo studiato dall’esterno come fenomeno). Invece Freud concentrava l’attenzione su ciò di cui l’individuo non è consapevole (dall’ipnosi, ai sogni, all’inconscio). La sua teoria rimane a lungo osteggiata dagli ambienti medici e accademici, soprattutto per il rilievo dato all’istinto sessuale.

Giovinezza

Roberto Assagioli nasce a Venezia nel 1888 da famiglia di origine ebraica, agiata e colta. Viaggia molto nella sua giovinezza, così come in tutta la sua esistenza. Studiando medicina si appassiona alla psicologia, allora ultima nata fra le scienze, decidendo di diventare psichiatra. Non abbandonerà mai però la sua vastità di interessi, che spazia dalla letteratura (è redattore della storica rivista letteraria La Voce) all’esoterismo e alle religioni orientali, che cerca di avvicinare alla mentalità e al linguaggio scientifico dell’Occidente.


Assagioli gravita nell’ambito psicanalitico fino al 1914. poi ne prende le distanze elaborando una sua visione personale. I motivi del distacco sono simili a quelli degli altri “transfughi” da Freud (Jung, Adler, Reich): il peso eccessivo dato alla sessualità rispetto agli altri istinti, la limitazione dell’esplorazione agli aspetti inferiori e patologici, la pratica dell’analisi senza una sintesi. Egli non ne sminuisce mai però l’importanza per l’esplorazione dell’inconscio, per la luce portata sui moventi nascosti dell’essere umano.

Assagioli mantiene invece per tutta la vita rapporti cordiali con Jung. Sosterrà sempre che la psicologia analitica di Jung è la posizione più vicina alla Psicosintesi, soprattutto per il rilievo dato ai bisogni spirituali e all’autorealizzazione. La Psicosintesi se ne distacca però per l’importanza data alla volontà e agli aspetti sociali-interpersonali.

Maturità

Dopo alcuni tentativi di diffondere le sue idee e dopo aver preso parte alla Grande Guerra, si trasferisce da Firenze (dove ha trascorso la gioventù) a Roma, dove nel 1926 fonda l’Istituto di Cultura e Terapia Psichica, che nel 1933 diventa Istituto di Psicosintesi.

Dal fascismo la sua attività è ritenuta sospetta per i rapporti internazionali e l’impegno umanitario. Durante la Seconda Guerra Mondiale sospende le attività e fa vita ritirata, spesso nascosta per sfuggire alle persecuzioni contro gli ebrei. Arrestato nel 1940 per “attività pacifiste”, trascorre un mese in carcere: l’episodio è famoso per l’”uso” che Assagioli racconta di aver fatto di questa parentesi: un esercizio di psicosintesi e di collaborazione con l’inevitabile, un arricchimento di umanità.

Dopo la guerra ritorna a Firenze e riprende l’attività dell’Istituto. Per essere più libero sceglie di lavorare lontano dalle istituzioni, privatamente, con singoli e gruppi. La sua attività si svolge prevalentemente nella pratica clinica e nelle conferenze.

Tarda età

Nonostante la sua età matura sia segnata da un grave lutto (la morte del figlio Ilario), è questo il momento in cui si impegna maggiormente in viaggi e contatti per diffondere il so metodo (soprattutto nei paesi anglosassoni, dove tuttora la Psicosintesi è più conosciuta che in Italia). Nel 1958 si costituisce negli USA la Psycosynthesis Research Fondation, nel 1967 nasce il Centro di Roma. Si moltiplicano i centri di Psicosintesi nel mondo: Argentina, India, Grecia, California, Canada, Inghilterra. Partecipa a convegni in Italia e all’estero, si occupa ancora intensamente di conferenze, corsi, didattica, incontri con persone di cultura di tutto il mondo.

Sono anche gli anni in cui si raccolgono intorno a lui i collaboratori più giovani che porteranno avanti la Psicosintesi.

Assagioli si spegne, dopo breve malattia, a Capolona, presso Arezzo, nel 1974, circondato dai più fedeli discepoli.

Personalità

Assagioli non è una figura facilmente inquadrabile in un’ideologia o una corrente, forse perché è stato precursore di molte: la psicologia umanistica (attenta alle potenzialità positive presenti nell’uomo, poi fondata da Rogers e Maslow), la psicologia transpersonale (che considera le esperienze più elevate della coscienza accessibili a ogni essere umano), la psicosomatica, la psicoenergetica. Ha anticipato anche l’uso di tecniche come la visualizzazione, la musicoterapia e la terapia dei colori.

È stato un vero "uomo del Rinascimento", un uomo dalla vasta cultura, di cui a un primo contatto non ci si accorgeva, vista la sua semplicità e la sua capacità di farsi comprendere da tutti.

Uomo universale, non legato a tradizioni culturali o religioni, era però in grado di comprenderle tutte, cogliendone l’essenza spirituale. Assagioli ha inteso dare alla Psicosintesi la dignità di scienza per far sì che fosse accolta anche in ambito medico-scientifico. Per lui il metodo scientifico significava sostituire l’autorità e la tradizione con l’osservazione e l’esperienza diretta. Per evitare incomprensioni ha mantenuto separata la sua attività di studioso di esoterismo e di tradizioni spirituali, specie orientali (di cui scriveva sotto lo pseudonimo di Considerator). Ma la visione psicosintetica è fortemente influenzata da questi interessi: si può dire che è un ponte fra Oriente e Occidente.

Secondo le testimonianze di chi lo ha frequentato era un incontro indimenticabile, perché risanava con la sua sola presenza. Era come se qualcosa di lui rimanesse sempre con l’interlocutore, come se la sua vibrazione, la sua energia entrassero in lui e vi lasciassero qualcosa di indelebile. Indimenticabili erano la gioia che trapelava da lui e il suo senso dell’umorismo, che si fondevano in una “saggezza sorridente”, caratteristica predominante della sua personalità.

Assagioli non è stato un scrittore prolifico: le sue opere principali sono state scritte in inglese e tradotte poi in italiano (vista la maggiore diffusione delle sue idee all’estero). Ha scritto soprattutto lezioni, conferenze e brevi saggi e ha lasciato un numero considerevole di manoscritti, appunti e sintetici biglietti (che contengono a volte intuizioni folgoranti); tutto questo materiale è oggi patrimonio dell’Istituto di Psicosintesi di Firenze.


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