È il famoso diagramma dell’Uovo o Ovoide, con cui Assagioli ha inteso rappresentare la totalità della psiche. Si tratta di un modello orientativo, che sta alla realtà psichica come la mappa al territorio, poiché schematizza una realtà multiforme e misteriosa.

È comunque del più ampio e attendibile modello psichico finora disponibile. È costituito da tre divisioni orizzontali, che corrispondono al passato, al presente e al futuro dell’essere umano (nel singolo e nell’umanità).

1.                Inconscio inferiore

La definizione non è morale ma evolutiva: è la nostra parte più antica, quella che filogeneticamente si è formata prima.

È l’inconscio di Freud, che contiene nuclei energetici legati al nostro passato individuale e di specie (pulsioni rimosse, eros, aggressività, complessi ma anche istinti e tutto ciò che abbiamo in comune col mondo animale).
Contiene anche il bios, la vita fisica, il legame col corpo (che non è staccato dalla psiche, ma è semplicemente la nostra energia più densa); controlla i processi fisici finalizzati (come la cicatrizzazione), ancora oscuri per la scienza tradizionale. Non è accessibile con un atto volontario, si rivela solo attraverso i sogni o l’analisi profonda.

2.                Inconscio medio

Contiene tutto quanto non è al momento cosciente ma è facilmente accessibile: ad esempio i ricordi personali, ciò che abbiamo fatto ieri, il nostro numero telefonico ecc. L’inconscio è il nostro archivio storico. La psiche non dimentica mai nulla, poiché incide come su un supporto magnetico: ciò che cambia è l’accessibilità dei dati.

3.                Campo della coscienza

Comprende i contenuti presenti al momento nella coscienza, insieme alla nostre facoltà o funzioni psichiche. Poiché i contenuti della coscienza sono estremamente mobili, il campo si sposta continuamente come un riflettore. Nello schema è solitamente collocato al centro, ma a seconda dello sviluppo dell’individuo può essere stabilmente spostat verso l’inconscio inferiore o verso il superiore (significando diversità di livello nei contenuti e negli atteggiamenti coscienti). La coscienza è una qualità dell’Essere, come la vita. Lo sviluppo psichico tende ad allargarla, a includere sempre più elementi dell’inferiore e del superiore (progressivi radicamento e elevazione).

4.                Io o sé personale

Diversamente dall’Io di Freud (che è un mediatore schiacciato fra esigenze dell’ES e esigenze del Super-Io), è l’essenza indefinibile dell’essere umano, ciò che rimane sempre uguale a se stesso nel tempo, non influenzato dalle pressioni interne e esterne. Viene chiamato anche l’Osservatore, il Testimone o, psicosinteticamente, il Direttore d’orchestra.

5.                Inconscio superiore o transpersonale

Racchiude quanto dell’essere umano è ancora allo stato potenziale e deve essere ancora espresso, il suo destino evolutivo. In esso hanno sede gli aspetti più elevati della personalità: intuizioni, ispirazioni, creatività, valori etici, slanci altruistici, stati estatici… ma anche senso dell’umorismo. È il campo in cui accadono le cosiddette “esperienze delle vette”, stati di coscienza non comuni, in cui capita di sentirsi trasportati in momenti particolarmente pregnanti. La repressione costante dei contenuti supercoscienti può causare disturbi psichici, esattamente come quella dei contenuti inconsci inferiori (perché mutila la completezza dell’essere umano). I disturbi possono essere causati anche da un’irruzione violenta di energia supercosciente in una personalità non abbastanza strutturata da poterla gestire.

    6.                Sé transpersonale

    Un tempo detto “anima”, è stato una realtà a lungo esclusa dalla psicologia perché non osservabile né dimostrabile; oggi da più parte è riconosciuto come istanza essenziale per la salute psichica e l’autorealizzazione. Rappresenta l’essenza trascendente di ogni essere umano, contemporaneamente individuale e universale, collegamento fra uomo e Cosmo, che si incarna e, attraverso l’Io, guida il camino di ogni essere umano verso il ricongiungimento col Tutto. L’Io e il Sé sono distinti ma non separati, sono al medesima realtà vista da prospettive diverse. L’Io riflette il Sé come l’acqua riflette la luce del sole: l’Io è lo specchio del Sé ma spesso è “sporco” di altri contenuti della personalità: crescere significa “pulire lo specchio”.

7.                
Inconscio collettivo

Assimilato dalla psicologia junghiana, è l’insieme delle esperienze compiute dall’umanità, che qui si trasformano in “archetipi” (“modelli” a priori di esperienze, predisposizione a ripercorrere, secondo modalità individuali, le stesse esperienze costitutive dell’essere uomo). L’esperienza continua dell’umanità lo mantiene vivo e dinamico. Il linguaggio dell’inconscio collettivo, come quello degli altri inconsci, è analogico-simbolico e si esprime attraverso vie che non sono sotto il diretto controllo della coscienza.


Osservazioni

Nel modello tutte le linee di demarcazione fra le aree della psiche sono tratteggiate: l’Ovoide è “poroso” verso l’esterno (inconscio collettivo e altre realtà psichiche) e al suo interno; fra le varie aree avviene una continua dinamica di energie. Ciò che muove è l’influenza del Sé, che opera come un magnete che attira a sé tutte le componenti della personalità. Così ci muoviamo costantemente fra l’attrazione del Sé (crescita, espressione della nostra vera essenza) e l’attrazione d’inerzia legata alla nostra qualità terrestre.



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